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Il corpo come linguaggio: tra realtà e interiorità

di Maria Vittoria Schiappacasse - IV liceo a. s. 2025/2026


Nel corso dei secoli il ruolo del corpo nell’arte è cambiato molto; dall’essere puro

oggetto di contemplazione, nell’arte antica, ad un simbolo di peccato, con il

cristianesimo, per poi tornare soggetto centrale dell’arte nel Rinascimento, quando

veniva rappresentato come equilibrio tra pensiero intellettuale e razionale, e corpo, ma pur sempre idealizzato.


L’ultima tappa è l’Ottocento, quando la rappresentazione del corpo smette di rispondere ai canoni tradizionali, non ricerca più bellezza e perfezione, ma la realtà, la verità, e Courbet e Schiele ne sono esempi chiave.


Entrambi gli artisti hanno come obbiettivo quello di rappresentare la verità, di mettere lo spettatore di fronte al reale, a quelle verità scomode, che a volte si preferisce non Vedere, che mettono quasi a disagio, in soggezione, ma lo fanno in modo diverso.


Courbet vuole rappresentare una verità esteriore, oggettiva, concreta. Il corpo è

raffigurato con grande attenzione alle forme, alle misure e ai dettagli; il tratto è morbido e preciso, la postura naturale e spontanea, lo sfondo realistico.


Il nudo rappresenta quasi una dichiarazione poetica, la volontà di rappresentare il

mondo senza filtri, senza abbellimenti : 


« Il corpo è materia reale, concreta, scandalosa ».


Davanti a Courbet, lo spettatore è portato a osservare e riconoscere; si tratta di

un’esperienza più legata allo sguardo, al concreto, così reale da sembrare quasi fisica, tangibile. La sua rappresentazione può risultare addirittura provocatoria, proprio per la sua mancanza di idealizzazione, che porta lo spettatore a fermarsi, che colpisce e mette a disagio.


L’opera più rappresentativa di questo stile di Courbet è « Origine du Monde ».


Schiele invece vuole rappresentare una verità interiore, nascosta, emotiva.


Il corpo non viene più rappresentato concretamente, ma come specchio dell’anima, come raffigurazione esteriore di tutte quelle emozioni che normalmente rimangono nascoste, o perché socialmente inaccettabili, o perché troppo difficili da esporre ; si tratta di desideri, tensioni, inquietudini.


Tutto questo viene rappresentato da Schiele tramite la raffigurazione del corpo: le

posture innaturali e improbabili, scomposte, le linee spezzate, i tratti diversi, gli sfondi

vuoti, che lasciano la figura isolata, e al centro dell’attenzione.

Davanti all’opera di Schiele lo spettatore si sente attratto da un punto di vista più

emotivo, è come se, tramite queste opere così nervose, innaturali, l’uomo riuscisse a

vivere quelle sensazioni nascoste dentro di sé, ma senza subirne davvero gli effetti.


L’opera di Schiele vuole « scavare al di sotto dell’apparenza per svelarne utopie e

ossessioni » ; non vuole abbellire l’immagine, vuole renderla leggibile, un riflesso

dell’anima, vuole « trasformare le fantasie interiori in cose vere ».


Negli anni gli studiosi hanno ipotizzato che Schiele non volesse rappresentare soltanto qualcosa di interiore, nei ritratti, o che fosse soltanto una questione di narcisismo, negli autoritratti, ma che traesse ispirazione per le sue opere dagli studi scientifici, soprattutto di Charcot. Si pensava che egli sfruttasse le sue amicizie, nate con i clienti, per avere accesso agli archivi che contenevano studi relativi alle malattie mentali, psichiche, e tutte le foto a essi relativi.


Charcot infatti, nel suo dedicarsi allo studio delle malattie della psiche, aveva utilizzato molto la fotografia, pensando che fosse il metodo migliore per rappresentare le diverse fasi della crisi, per esempio dell’isteria. Sarebbe poi da queste immagini che Schiele avrebbe preso ispirazione, considerandole il

« nuovo vocabolario del corpo ».


Penso che oggi i social abbiano contagiato e influenzato molto il modo in cui il corpo viene concepito e condiviso; in qualche modo è come se fossimo tornati ai tempi dell’idealizzazione, dei canoni e della bellezza tradizionale.


Nonostante siano molte le iniziative per cercare di normalizzare tutti i tipi di corpi e

fisicità, purtroppo il percorso è ancora lungo.


Oggi il corpo è diventato uno spazio di espressione personale ma anche di pressione sociale, sospeso tra libertà e modelli imposti; comprenderlo e rispettarlo in ogni sua forma rimane la sfida più grande.

 
 
 

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